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testi salsa e bachata

Scritto da Francesco   
martedì 17 luglio 2007

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Cos'è una traduzione?
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La traduzione è un'attività che comprende l'interpretazione del significato di un testo ("di origine" o "di partenza") e la successiva produzione di un nuovo testo, equivalente a quello di origine, in un'altra lingua (lingua "di destinazione" o "di arrivo"). Il termine "traduzione" indica tuttavia non solo l'atto del tradurre, ma anche il testo tradotto, risultante da questa attività; per questi motivi, spesso alcuni studiosi e teorici hanno preferito evitare l'ambiguità usando un termine diverso e più specifico: ad esempio, il sostantivo "il tradurre" (Henri Meschonnic) oppure le locuzioni "attività traducente" (activité traduisante), "operazione traducente" (opération traduisante) (Georges Mounin) o altre ancora. Indice [nascondi]

* 1 Il traduttore * 2 Lo spazio intertestuale * 3 Traduzione simultanea * 4 Traduzione automatica * 5 CAT: Computer-Aided Translation * 6 Bibliografia * 7 Voci correlate * 8 Collegamenti esterni Il traduttore [modifica] Lo scopo del traduttore è quello di cercare di portare il testo dalla lingua di origine alla lingua di destinazione in maniera tale da mantenere il più possibile inalterato il significato e lo stile del testo, ricorrendo, se e quando necessario, anche a processi di adattamento. A causa delle differenze tra le lingue, spesso è difficile (se non impossibile: parecchi sono i sostenitori dell'intraducibilità delle lingue) conservare tanto il senso esatto quanto lo stile della scrittura - il ritmo, il registro, il suono, la metrica - e il traduttore si trova costretto a operare scelte che cambiano in funzione della natura del testo stesso e degli scopi che la traduzione si prefigge. Se, per esempio, nel caso di una legge o di un testo tecnico deve essere privilegiata la maggiore aderenza possibile al significato del testo originale, la traduzione letteraria (narrativa, poesia...) può in certa misura scostarsi dall'esatto significato per mantenere invece lo stile e la metrica del testo originale.

Vi sono poi situazioni in cui può essere necessario fare ricorso a note esplicative o a perifrasi; è il caso dei giochi di parole, di parole che rimano o si somigliano nella lingua originale ma non in quella di destinazione, dei proverbi oppure di concetti tipici della lingua e della cultura d'origine che non hanno equivalenti diretti nella lingua di destinazione. È importante, anche dal punto di vista etico, che la traduzione venga condotta basandosi sul testo nella sua lingua originale, anche se non è infrequente il caso di "traduzioni di traduzioni", da lingue più diffuse di quella originale. Lo spazio intertestuale [modifica] Le teorie sulla traduzione sono molteplici. Una di queste, sostenuta da Peeter Torop, è quella dello spazio intertestuale. Lo studioso estone sostiene che «la cultura... provoca immancabilmente il confronto e la giustapposizione» e quindi nella traduzione di un testo è naturale che il traduttore faccia riferimento ad informazioni che già conosce alterandone in parte il significato. Michail Bachtin afferma: «Qualsiasi comprensione è una correlazione del testo dato con altri testi e il ripensamento nel nuovo contesto». Viene così definito il concetto astratto di spazio intertestuale come luogo in cui si crea la letteratura e la si recepisce ed interpreta. Questa teoria amplia anche la definizione di traduzione stessa, che da mero passaggio da una lingua ad un'altra diventa interpretazione del discorso altrui. Traduzione simultanea [modifica] Con l'espressione traduzione simultanea, più esattamente chiamata interpretazione simultanea, viene invece inteso il lavoro di traduzione immediata di un discorso da una lingua a un'altra nel suo immediato svolgersi; è un tipo di traduzione normalmente usato in assemblee e convegni internazionali per permettere a un uditorio composto di persone parlanti lingue diverse di seguire lo svolgersi dei lavori, ciascuno nella propria lingua. Traduzione automatica [modifica]

La traduzione - di uno scritto o simultanea - è tradizionalmente un'attività umana; tuttavia, con l'evolversi delle tecnologie informatiche, si vanno sviluppando software sia di supporto ai traduttori, sia in grado di eseguire traduzioni automatiche o semi-automatiche. È questo uno dei settori d'interesse della linguistica computazionale. La qualità delle traduzioni automatiche generaliste odierne è, la maggior parte delle volte, pessima e involontariamente umoristica: spesso la traduzione automatica è completamente priva di senso. È però lecito aspettarsi un miglioramento in tempi relativamente brevi. CAT: Computer-Aided Translation [modifica] Ben diversa dalla traduzione automatica (in cui l'intervento umano si limita all'introduzione del testo nell'applicazione) è la cosiddetta CAT, acronimo di Computer-Aided Translation (più semplicemente, traduzione assistita). Nella CAT il software di traduzione si basa sulla costruzione progressiva di una banca dati di termini specialistici, in continua espansione, e sulla comparazione di corpora di testi. Questo meccanismo gioca soprattutto sull’elevata ricorrenza della terminologia settoriale che caratterizza i testi tecnici, di conseguenza la CAT ottiene ottimi risultati nel settore della traduzione tecnica. Le applicazioni CAT oggigiorno più diffuse sono TRADOS (Trados Corp.), DVX (Atril Corp.) e WordFast (Champollion Ltd.). composizione musicale relativamente corta, scritta per essere eseguita da una o più voci soliste accompagnate da variabili strumenti musicali. La voce legge un testo, tenendo il ritmo della canzone, che può essere sia composto in struttura poetica, cioè in rima, che di prosa libera. Indice [nascondi] * 1 Storia o 1.1 La Canzona * 2 Nella musica pop * 3 In Italia * 4 Errate interpretazioni del termine "canzone" * 5 Voci correlate * 6 Bibliografia Storia [modifica] La Canzone, agli inizi del XVI secolo , è la forma profana del Ricercare. Originariamente era la trascrizione per organo della Chanson française e gli organisti le diedero il nome di Canzon francese o Canzon alla francese. Queste Canzoni hanno forma simile ai Ricercare a più temi. Girolamo Frescobaldi molto spesso unisce le varie strofe delle sue Canzoni con brevi e libere cadenze.

La Canzona [modifica] La Canzona si distingue dalla Canzone sostanzialmente per le sue strofe, le quali sono composte tutte sullo stesso tema variato ritmicamente. Nella musica pop [modifica] Correntemente il termine canzone designa universalmente la composizione base della musica popolare, di durata intorno ai 3-4 minuti, eseguita di solito da formazioni ridotte (strumenti come chitarra, basso, batteria e tastiere), ma qualche volta da grandi orchestre, caratterizzata da strofe e ritornello che si alternano periodicamente. Solitamente la struttura delle canzoni pop è la seguente: Introduzione, Strofa, Ritornello, Strofa, Ritornello, Strofa che differisce in melodia o assolo, Ritornello. Un altro modo di comporre una canzone è il seguente: Introduzione, Strofa, Strofa identica alla prima ma con qualche variazione nella melodia e/o nel testo, Ritornello, Assolo, Ritornello e Conclusione (schema tipico usato ad esempio da gruppi come Pink Floyd -- "Learn to Fly" ne è un esempio --) che rende meno piatto l'ascolto, sorprende meglio l'ascoltatore non suggerendo mai "come va a finire" la trama musicale, fintanto che non è conclusa. Un altro modo, meno diffuso ma altrettanto efficace, è: Introduzione, Strofa, Ritornello implicito, Strofa (con variazione rispetto alla prima strofa), Ritornello implicito, Ritornello, Assolo (che può seguire o meno la melodia della Strofa), Ritornello, Conclusione. Troviamo anche canzoni di tipo strumentale, ovvero dove la voce è inesistente (un esempio famoso è Moby Dick dei Led Zeppelin), dove viene lasciato spazio agli strumenti, se non addirittura ad un assolo di un solo strumento. Il testo di una canzone usualmente segue un filo logico o narrativo all'interno dei suoi versi, ma sono ugualmente diffuse canzoni che non rispettano questo criterio (per esempio nel genere hip hop). Esistono anche canzoni che sono il proseguimento musicale/narrativo di un'altra canzone contenuta normalmente nello stesso album, come è uso nei concept album, (per esempio The Wall dei Pink Floyd o Scenes from a Memory dei Dream Theater). Normalmente nella musica leggera, si adotta questo schema: * Introduzione: 2 o più misure * Strofa: 8-12 misure * Ritornello: 8-12 misure * Ritornello implicito: 4 misure * Solo: 8 misure * Conclusione: 1-2 misure Ma trattasi di una linea di massima, seguita dalla maggioranza degli autori, ma non necessariamente l'unica da seguire. Il testo è in genere per rime. A ciascuna riga di testo vengono fatte corrispondere 4 misure. Pertanto una strofa od un ritornello sono associati e due righe, tipicamente (ma non sempre e non necessariamente) in rima. In Italia [modifica] In Italia la canzone si afferma nel corso del 1900 divenendo fenomeno di grande popolarità. A cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta viene rivoluzionata dalla figura del cantautore che associa il ruolo del cantante e dell'autore. È Domenico Modugno nel 1958 con Volare che apre la strada alla canzone moderna, seguito da personaggi come Gino Paoli, Luigi Tenco e Fabrizio De André. Negli anni Settanta caposcuola è Francesco De Gregori che rivoluziona il concetto e la struttura stessa della canzone. Errate interpretazioni del termine "canzone" [modifica] Si fa spesso, in Italia, impropriamente riferimento con il termine "canzone" ad un brano musicale strumentale (ad esempio una fuga di Bach per clavicembalo o una improvvisazione al sax di un jazzista): questa diffusa errata interpretazione deriva dal fatto che nella cultura di massa italiana la forma musicale prevalente è la canzone pop e la didattica musicale scolastica non colma adeguatamente la mancata conoscenza in materia. In realtà ogni brano strumentale può essere descritto, oltre che semplicemente come "brano musicale", con la forma appropriata sulla quale si basa (blues, anatole, fuga, gavotta, rondò e così via). Testo Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Vai a: Navigazione, cerca Il testo, dal latino textus (con significato originario di tessuto o trama), è un insieme di parole, correlate tra loro per costituire un'unità logico-concettuale. Un testo si differenzia da un insieme di parole giustapposte casualmente in base alla presenza, in esso, di una finalità comunicativa, riconoscibile da un lettore di media cultura. Indice [nascondi] * 1 Grammatica testuale * 2 Coesione * 3 Coerenza * 4 Bibliografia * 5 Voci correlate Grammatica testuale [modifica] Nello studio della grammatica di un testo rientra l'analisi dei fattori psicologici inerenti alla percezione del ricevente. Questo è evidente nei testi letterari ma anche nell'analisi delle lingue parlate, come i dialetti o i gerghi di comunità ristrette. Spesso le strutture sintattiche e le associazioni semantiche già scelte ripetono modelli già in uso nel patrimonio linguistico di una comunità. A livello letterario questi schemi standardizzati sono analizzati e classificati dalla retorica classica che riconosce procedimenti logici e moduli espressivi fissi e ripetuti, all´interno dei quali si libera la creatività linguistica del soggetto parlante. La stilistica si occupa dell'analisi di libera creatività all´interno dei moduli standard di un testo. L'innovazione linguistica e l´espressività letteraria, infatti, nascono dalla rottura rispetto alla sintassi consolidata. Vedi anche: figure di stile Coesione [modifica] Ogni singola frase all´interno di un testo contiene solo una parte delle informazioni che sono oggetto della comunicazione. L´economia del discorso richiede che le parti si compongano articolandosi in legami e riferimenti incrociati, riducendo così al minimo la ridondanza e le ripetizioni. Le lingue si dotano perciò di dispositivi che colleghino fra loro le frasi per esprimere esplicitamente l´informazione necessaria a completarne il senso. Si prenda il testo seguente: Ho visto Gianni uscire di gran fretta. Gli ho chiesto: "Dove corri?". Non mi ha sentito. Glielo ho ripetuto. E lui, per tutta risposta: "Lasciami stare!"... Le frasi semplici gli ho chiesto, non mi ha sentito, glielo ho ripetuto, e lui per tutta risposta non sono comprensibili se isolate dal contesto, in quanto indici di coesione degli elementi della frase. Una frase può anche fare riferimento ad elementi esterni sia al testo che alla coesione verbale. Il loro nesso logico viene chiamato deissi. Elementi deittici frequenti sono pronomi come questo, quello, io, tu, noi, e avverbi temporali e locali. Essi indicano generalmente il parlante e il ricevente. Elementi di coesione diffusi in tutte le lingue sono i connettivi, che collegano fra loro le frasi del testo. Sono per lo più avverbi e congiunzioni, che possono essere coordinative o subordinative. Hanno elementi connettivi non solo frasi come piove, perciò prendo l´ombrello, ma anche espressioni come è lui che ha fatto questo. In altre lingue, diversamente dall´italiano, la funzione connettiva viene resa tramite l´uso di particelle pleonastiche: si noti l´inglese so, il tedesco denn mal o le particelle greche dē, ge, ecc. Altri elementi di riferimento si riferiscono invece a parole, sintagmi o frasi precise, esplicitamente espressi in altri luoghi del testo. Questi elementi vengono detti punti d´attacco. P.e.: è molto che non vado a Roma. L´ultima volta che ci sono stato... Roma è in questo caso un punto d´attacco rispetto a ci A livello lessicale una parola presente in una frase può essere ripetuta in un´altra oppure allusa o soltanto sostituita da un pronome. Elementi lessicali, morfologici e fonici possono costituire l´elemento di coesione tra altri elementi costitutivi primi di un testo. Tra questi vi sono le allusioni, l´accordo grammaticale e i fatti prosodici, ritmici e metrici. Coerenza [modifica] La coerenza di un testo è il legame logico fra i messaggi semplici che il parlante intende trasmettere. Riguarda i significati e non i significanti e quindi costituisce la misura di condivisione dei significati fra parlante e ricevente. La capacità di comprensione di un testo da parte di un lettore (o di un ascoltatore) è commisurata alla conoscenza che questo ha del mondo esterno circostante. P.e. una frase come stasera Ugo esce con Martina è sintatticamente corretta e completa, ma dimostra un basso livello di coerenza per chi non sappia chi sono Ugo e Martina, o cosa significhi per il parlante o l´ascoltatore il fatto che escano insieme. Per la coscienza del parlante, più la condivisione di conoscenze è alta, più numerosi saranno elementi ellittici o deittici nel testo. Se invece il messaggio è rivolto a chi ne ignora completamente il contenuto, questo andrà corredato di descrizioni e dettagli. La coesione è dunque un fattore interno al testo, mentre la coerenza è un fattore interno al messaggio.
Ultimo aggiornamento ( martedì 17 luglio 2007 )
 

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