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| Scritto da Francesco | |
| domenica 28 settembre 2008 | |
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Essendo cresciuta nelle strade di un barrio popolare di Santa Clara di Cuba, ho visto e partecipato a centinaia di feste, una che mi attrae molto ancora è quella che la domenica pomeriggio ravviva la piazza centrale, “PARQUE VIDAL” centinaia di vecchi e non solo si ritrovano per danzare al ritmo di son, bolero,.. in ogni angolo della piazza escono gruppi di VIJEOS che suonano percussioni e strumenti tribali ,tanto ritmo e festa tra un bicchiere di RUM e L'altro. Il sabato e la domenica mattina era una tragedia, mio padre ci svegliava tutti quando ancora presto attaccava con la musica di Benny Morè a tutto volume, in quel periodo io e mio fratello non sopportavamo molto quegli stili. Oggi sono contenta de aver avuto nell'infanzia una colonna sonora del genere.
Riguardo al ritmo del SON mi sento molto vicina a quello scritto di Mario Quintin: Nel parlare del Son dobbiamo mensionare altri ritmi caraibici come: la Plena di Puertorico, il Tamborito de Panama, il Porro de Colombia, il Sucu-Sucu dell'Isla de la Juventud (Cuba) e il Merengue di Santo Domingo. Tutti questi ritmi con radici ispanico-africane forniscono la materia prima che permise lo sviluppo del son e viceversa. Documenti storici testimoniano che nasce nelle province più orientali dell'isola di Cuba intorno alla metà del XIII secolo. Con il trascorrere del tempo subisce molte mutazioni dovute agli scambi mercantili, alle successive migrazioni interregionali e ad altri fattori che determinarono lo sviluppo e l'evoluzione ella sua sonorità, dando luogo a differenti stili quali el punto guajiro, el punto matancero (matanzas) e il montuno o rural fra i più antichi. Il fatto più curioso è che il modo di ballare è 1 y 2 come nel merengue solo che il corpo si muove lateralmente come un cachumbambe. Nella prima metà del XX secolo il Son Montuno giunge fino all'Havana ma viene respinto dai grandi saloni dell'aristocrazia perché considerato mondano e senza classe, mentre viene accolto con molto interesse dal popolo come alternativa musicale. Il suo modo di essere ballato viene influenzato dal Danzon, rimanendo però più movimentato: è questa una nuova tappa del Son, la nascita dello stile "urbano o tradizionale" dalla sonorità più ricca, allegra e coinvolgente, forte a tal punto che gli vengono spalancate tutte e porte delle sale da ballo dell'Havana. In questo periodo compaiono le formazioni del Sexteto e il Septeto. Molti importanti esponenti della musica cubana nascono con questi ritmi come il grande Beny More e la regina Celia Cruz. Nella seconda metà dello stesso secolo nasce il Son Moderno: una fusione di stili e caratteri musicali creati da gruppi formati da moltissimi componenti (almeno 7), sempre cercando di non abbandonare le radici del Son. Alcuni esempi sono il gruppo di Adalberto Alvarez e i Los Van Van; molti altri potrebbero comporre un'infinita lista. |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 28 settembre 2008 ) |
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